Natale: cominciamo a cambiare da qui

Come ogni anno è arrivato quello che, almeno per me, è il periodo più ipocrita e fastidioso dell’anno. Già da diversi anni ho abbandonato la malsana abitudine consumistica di scambiarsi regali, però ancora stava in piedi la famosa abbuffata in famiglia. Quest’anno ho detto di no anche a quella. Considerando il periodo assurdo che stiamo vivendo, non ho proprio voglia di ripetere per l’ennesima volta il teatrino degli auguri, quei sorrisetti falsi tipici di Natale, e soprattutto i soliti discorsi, parole buttate in aria da un inconscio martellato da continue menzogne, senza nessuna consapevolezza di se stessi, senza nessun coraggio di voler vedere il mondo per quello che è.

Il sistema è brutto, orrendo, chi ha studiato lo sa. Però bisogna anche ammettere una cosa: il nostro sistema attuale ci rompe le palle, nel nostro quotidiano, solo fino ad un certo punto. Non si tratta di un sistema orwelliano, in cui la vita delle persone viene controllata in modo diretto, 24 ore su 24. Più che sulla coercizione forzosa e violenta, il nostro sistema si basa sulla creazione di consenso. In poche parole, i potenti al comando raggiungono i loro obiettivi manipolando e falsificando la realtà attraverso i media e l’educazione. In questo modo, riescono a far fare alla gente quello che loro vogliono, senza però imporglielo.

E’ vero, molte cose sembrano, almeno all’apparenza, essere obbligatorie e forzose. Se c’è un posto di blocco che mi intima di fermarmi, non ho molta scelta. E anche se mi arriva un accertamento fiscale. Ho scritto almeno all’apparenza perchè, come ho accennato in altri articoli, può essere che anche nei casi sopra citati la collaborazione sia volontaria, o comunque dovuta alla prassi (si fa così), ma non obbligatoria. Questo è però un discorso ampio a cui ho accennato in altri articoli…

Quello che vorrei dire qui è: di certo ci sono alcuni comportamenti e attitudini che sono caldamente incoraggiate dal sistema, e alle quali però possiamo tranquillamente non aderire, senza che ci capiti nulla di male. Il Natale è un esempio.

D’altronde, pensiamoci un attimo. Il Natale è una menzogna perchè il 25 non è nato nessun Gesù (come potrebbe? L’immacolata concezione è solo 15 giorni prima ^^). Si tratta, in realtà, di una festa astrologica le cui origini si perdono nella notte dei tempi, millenni prima dell’anno zero, e della quale il cristianesimo si è impossessato, tra l’altro manipolandola all’estremo, come sua abitudine. E’, in origine e per sempre, la festa per celebrare il fatto che le giornate ricominciano a crescere. Metaforicamente, è la festa in cui la luce sconfigge le tenebre. E noi invece cosa abbiamo fatto? Al posto della luce interiore, abbiamo riempito le città di inutili luminarie, inquinanti, di cattivo gusto, buone solo a non farci vedere le stelle di notte. E la vittoria della luce sulle tenebre è diventata la consacrazione della vittoria del ricco sul povero, con la consumistica abitudine dei regali. Regali, tra l’altro, il più delle volte sbagliati e sgraditi, perchè in questa “festa” sembra magicamente sparire anche quel poco di empatia presente nel resto dell’anno.

Davvero vogliamo volontariamente metterci ogni anno in questa bolgia orrenda dei grandi magazzini, pieni di spiriti perduti alla ricerca del senso di se stessi e della vita in un inutile e dannoso oggetto materiale? Non è preferibile dedicare questo periodo al riposo, alla lettura, alla compagnia delle poche persone che ancora non si fanno prendere da questa follia del Natale? Forse così facendo comincerete a farvi un’idea diversa anche di Gesù. Se invece continuerete ad andare in chiesa, e a vederlo sempre sanguinante e appeso in croce, ci sono poche speranze.

Cominciamo da qui il cambiamento. Cominciamo a non aderire più a queste feste idiote. E non intendo solo il Natale, ma tutte le feste sistemiche, religiose o “patriottiche”. E non per fare il bastian contrario, ma semplicemente perchè sono tutte basate su una montagna di menzogne. Se sentiamo il bisogno di festeggiare qualcosa, festeggiamo, senza chiedere il permesso a nessuno. E lasciamo i puzzoni indegni che comandano il mondo alle loro feste e ai loro festini, smettendo una volta per sempre di fare la loro cassa di risonanza, il loro coro adulatore.

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