Anche la Storia è una balla?

Viviamo davvero in una società fondata sull’inganno. Non c’è branca del sapere umano che non sia stata in qualche modo manipolata. E non si tratta di una manipolazione superficiale, ma di qualcosa che riguarda sempre le fondamenta, i concetti base su cui è costruita ogni disciplina.
Negli articoli precedenti in questo blog ho già messo in evidenza gli inganni perpetuati dal sapere “ufficiale” in alcuni importanti campi: la medicina, la fisica, lo sviluppo tecnologico, la giustizia e il diritto. In pratica, ciò che succede è questo: finché noi poveri cittadini ci accontentiamo delle versioni ufficiali, sia per quanto riguarda gli eventi, sia per quanto riguarda le varie discipline in cui è stato suddiviso il sapere umano, viviamo sonni tranquilli. E questo perché finché non approfondiamo un determinato argomento possiamo tranquillamente rimanere nella convinzione che gli “esperti” sappiano il fatto loro, e che siano davvero i depositari della verità, ovviamente in quel campo specifico. Quando invece decidiamo di andare oltre al velo, e di vedere in modo approfondito quali sono le basi teoriche su cui si poggia la nostra comprensione dell’universo, allora cominciano i problemi. Posso tranquillamente dire che, infatti, non c’è stata materia da me approfondita in cui non ho rilevato un inganno di base, che rende poco veritiera e addirittura fuorviante tutta la costruzione successiva.

Ultimo campo da me approfondito: la storia, o meglio la cronologia storica. Si tratta di una materia importante, che tuttavia oggi è quasi del tutto sparita dalle università. Il primo problema per gli storici, infatti, è il seguente: come poter individuare un sistema di datazione assoluto, quando nella storia abbiamo una serie quasi infinita di metodi di datazione diversi, che si sono succeduti nelle varie epoche e nei vari luoghi della terra? E come stabilire il posizionamento dei vari avvenimenti e dei vari regni in una cronologia comune? Si tratta di una materia che oggi non sembra più essere oggetto di dibattito, ma dal 1500 al 1700 c’è stata tra gli accademici una seria disputa sulla datazione dei vari eventi storici, in cui emergevano posizioni anche sommamente diverse tra loro. Poi, a poco a poco, e come avviene sempre, le divergenze sono state appianate ed è stata pompata all’inverosimile una determinata concezione della cronologia, che alla fine ha vinto ed è diventata l’unica accettata, acriticamente, praticamente da tutti. Chi di noi oggi dubita del fatto che l’impero Romano è avvenuto 2000 anni fa? Se qualcuno vi dicesse che non sono 2000, ma 1000 anni fa, voi cosa gli direste? Lo prendereste per pazzo, vero? Perchè ci sono “infinite” dimostrazioni che l’impero romano è fiorito proprio in quel periodo, giusto?

Torniamo un attimo indietro. Come detto, fino al 1500-1600 non si aveva il benché minimo accordo su una cronologia ufficiale degli avvenimenti storici. E le divergenze non riguardavano alcuni anni, ma centinaia, a volte migliaia di anni. C’era inoltre profondo disaccordo anche sul posizionamento geografico degli eventi. Per esempio, la guerra di Troia, è avvenuta davvero in quella zona? C’era chi era convinto che gli eventi descritti avessero avuto luogo da tutt’altra parte, per esempio nei mari del nord. In mezzo ad un tale marasma, una teoria sembrò essere particolarmente gradita ai potenti del tempo, e quindi, come avviene sempre, a colpi di denaro si fece strada. Qual’era questa teoria?
Chi di voi conosce Scaligero e Petavius? Non preoccupatevi, nemmeno io li conoscevo. Eppure, essi sono stati gli inventori e i divulgatori del sistema di datazione storica che usiamo tutt’oggi. Iniziò Scaligero, al secolo Joseph Justus Scaliger, nato nel 1540 in Svizzera. Il suo sistema di datazione si basava su un anno zero, da lui individuato nel 4713 a.C., in modo che tutti i successivi eventi storici avessero una datazione positiva. Il suo lavoro fu completato da Petavius, Denys Petau, nato ad Orleans nel 1583. Quest’ultimo, teologo gesuita, sistemò tutti gli avvenimenti storici nel modo che, grossomodo, conosciamo oggi. La loro teoria fu, all’inizio, tutt’altro che accettata, poiché presentava (e presenta tutt’ora) un numero altissimo di contraddizioni e di fatti inspiegabili. Vi furono molti oppositori, e tra di essi va annoverato anche Isaac Newton. Inoltre va notato che c’era, tra i più agguerriti oppositori, un altro gesuita, Jean Hardouin. E’ tipico dei gesuiti, e in generale di chi comanda il mondo, infiltrarsi in entrambe le parti in causa in una disputa, in modo da poterne più facilmente affossare una quando non serve più. Ricordiamo che l’obbedienza all’ordine, tra i Gesuiti, viene prima di ogni altra cosa, compresa la decenza e l’amore per la verità.

Grazie anche alla collaborazione dell’astronomo Keplero, che individuò, anche se spesso con enormi forzature, la conferma astronomica delle datazioni di Scaligero e Petavius, la cronologia dei due studiosi fece a poco a poco terra bruciata intorno a sé, diventando ai giorni nostri l’unica datazione storica accettata. Unica, ma anche vera? Gli studi, serissimi, del russo N. A. Morozov (1854-1946), e più recentemente di A.T. Fomenko e G.V. Nosovskij, sembrano dimostrare il contrario.

La Nuova Cronologia di Fomenko-Nosovskij non è una materia di facile comprensione. Si parte da una constatazione: gli attuali sistemi di datazione sono, in varia misura, inaffidabili e inadatti per stabilire la datazione di manufatti ed eventi antichi. Persino il tanto sbandierato metodo del carbonio 14, oltre a varie contestazioni anche nel campo geologico, pare risenta comunque di un margine di errore di circa 1000 anni, ed è quindi sostanzialmente inutile nel campo della ricerca storica. Alcuni metodi, come la dendrocronolgia, risultano affidabili solo se possono essere opportunamente tarati, e comunque raramente forniscono informazioni attendibili per un epoca anteriore di oltre 400-500 anni. I ricercatori russi hanno quindi sviluppato un nuovo metodo di datazione, fondato su strumenti statistici.

Facciamo un esempio, ovvero la statistica applicata agli annali. E’ noto che tra il materiale storico spesso troviamo degli annali, ovvero degli elenchi di governanti o personalità importanti. Tali elenchi, diffusi in tutto il mondo, presentano ovviamente sistemi di datazione completamente differenti. Alcuni, in Europa, potrebbero già far riferimento alla nascita di Gesù. Molti altri, tuttavia, presentano altri sistemi di datazione, come per esempio l’insediamento al trono di una determinata casata. Non dimentichiamoci che solo a fine 1700 diventa unico in tutta Europa il sistema di datazione che oggi usiamo. Non parliamo poi degli annali rinvenuti nel resto del mondo. Succedeva spessissimo, inoltre, che in diversi luoghi venissero registrati in modo diverso annali che riguardavano lo stesso elenco di persone. La stessa casa regnante, per esempio gli Asburgo, veniva descritta con lettere e vocaboli diverse in Germania, in Grecia, in Spagna. Gli storici, secoli dopo, possono facilmente considerare questi doppioni come singole casate, dotate di vita propria. Per evitare questi duplicati, Fomenko e Nosovskij hanno pensato di confrontare, a livello statistico, i diversi annali. Quando presentavano una somiglianza quasi perfetta, essi si riferivano evidentemente alla stessa lista di persone. I ricercatori russi hanno verificato il metodo sulla storia conosciuta, ovvero quella degli ultimi 3-4 secoli, e lo hanno quindi applicato alla storia passata. I risultati sono, a dir poco, sorprendenti.

Il manuale scaligerino di storia sembra infatti essere una infinita duplicazione nel passato di avvenimenti che in realtà sono avvenuti al più tardi 1000 anni fa. Come conseguenza, molti avvenimenti collocati nel remoto passato, in realtà sarebbero avvenuti molto più di recente. Per esempio, l’impero romano è tra il 1000 e il 1500, ed inoltre la Roma d’oriente, Costantinopoli, sembra essere più antica rispetto alla Roma italiana. Gesù Cristo sarebbe nato nel 1150 e morto nel 1182. Inoltre, tutti gli avvenimenti della bibbia trovano una collocazione molto migliore in Europa, per la precisione in Italia. Nel nostro paese ci sono infatti sismi frequenti e vulcani in eruzione, spesso presenti nella bibbia, ma completamente assenti nell’area del medio oriente. Inoltre, qual’era l’antico nome del Po? Eridano, giusto? Non vi sembra simile e Giordano?

Capisco quanto ciò sia sconvolgente. In pratica, l’unica storia più o meno esatta è quella degli ultimi 4-5 secoli. Andando più indietro, non abbiamo più alcuna certezza. Devo dire che, a un attenta analisi, i sistemi usati da Fomenko e Nosovskij mi sembrano oggi più convincenti rispetto alla cronologia ufficiale. E quindi anche tutta la storia, per come siamo abituati a conoscerla, va completamente rivista. Davvero un gran lavoro.

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2 risposte a Anche la Storia è una balla?

  1. usciredallorrore ha detto:

    Certo, per cosa ti serve? Non puoi scrivere qui?

  2. biosinergica ha detto:

    Hai un contatto?

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