I programmi “normali”, biologici e sensati 3: strada sbagliata e insofferenza

NB: per comprendere questi articoli è necessaria una conoscenza di base delle leggi biologiche e degli studi di Hamer. Per approfondire vedi la pagina sopra.

Allontanandoci dall’endoderma, ci spostiamo direttamente al neoencefalo. Il mesoderma antico è infatti principalmente collegato ai tessuti di protezione (derma, pleura, pericardio e peritoneo), ed è quindi privo di programmi fisiologici rilevanti per la presente trattazione.

Dal paleoencefalo ci spostiamo quindi nel neoencefalo, e in questo passaggio avvengono importanti modificazioni. Anzitutto, nel paleoencefalo i conflitti sono viscerali, profondi, legati ai bisogni di base dell’organismo e alla sopravvivenza personale, mentre nel neoencefalo i conflitti divengono sempre più sociali, e legati alla sopravvivenza sia personale che del branco e della specie. Questa differenza si nota anche nei conflitti che stiamo prendendo in esame. I conflitti che vedremo da qui in poi non possiedono più, in un certo senso, quella gravità di base e quella drammaticità presenti nel conflitto del profugo e nel conflitto di stress/pericolo. Per dirla con parole semplici: se non ho acqua, dopo qualche giorno muoio, lo stesso se cado da un burrone. Se invece ho acqua, cibo, e sono al sicuro, posso dedicarmi ad altre cose, sempre meno essenziali per la mia sopravvivenza, e sempre più importanti per la sopravvivenza del gruppo.

Nel neoencefalo, ancora nel mesoderma recente, troviamo il conflitto dell'”aver preso la strada sbagliata”. L’organo corrispondente è la parte corticale delle ghiandole surrenali. Notiamo che, fino ad ora, nel nostro studio sulla fisiologia dal punto di vista hameriano abbiamo concentrato l’attenzione sui reni e sulle ghiandole surrenali, a dimostrazione dell’importanza centrale che rivestono questi organi nel gestire la nostra sopravvivenza basilare.

La parte corticale delle ghiandole surrenali è responsabile della produzione di cortisolo nel nostro organismo. Si va in conflitto attivo quando ci si rende conto di essere sulla strada sbagliata. Ciò va inteso sia in senso letterale che in senso figurato. In senso letterale, possiamo immaginare la situazione in cui, durante una passeggiata in montagna, a un certo punto ci perdiamo, e cominciamo ad avere il sospetto di non aver imboccato la strada giusta. Qual’è la reazione del nostro organismo? Siamo in conflitto attivo, c’è un problema da risolvere, quindi siamo tesi, nervosi. Tuttavia, avviene anche un calo della produzione di cortisolo: essendo sulla strada sbagliata, il corpo non ci dà energia sufficiente per proseguire. Abbiamo qui una prima utilità biologica già nella fase attiva, per questo l’organo in questione rappresenta in un certo senso un’eccezione rispetto agli altri organi mesodermali recenti, i quali hanno l’utilità biologica alla fine del processo.

Quando abbiamo il conflitto della strada sbagliata, quindi, abbiamo la strana sensazione di essere stanchi in una fase di stress. All’esempio della passeggiata in montagna possiamo anche affiancare esempi più figurati. Eccone uno: una persona intraprende una impresa lavorativa, per esempio entrando in società con un suo amico. Dai conti fatti all’inizio la cosa sembrava funzionare, ma poi dall’interno la persona si rende conto che le spese sono molte più del previsto, che non avevano tenuto conto degli imprevisti, che magari il socio si rivela meno capace di quello che diceva, e mille altre cose. Tutto ciò gli fa mettere in dubbio la strada intrapresa. Quest persona vivrà il conflitto in questione: si sentirà sempre stanco, ma anche sempre stressato. Per quanto tempo potrà sopportarlo?

Dobbiamo sempre pensare che i programmi SBS della natura sono stati concepiti per una società umana diversa dall’attuale. Durante la vita in branco, gli individui non si imbarcavano in grosse imprese, in vie senza ritorno. Provavano a fare qualcosa, e se si rendevano conto che non era la strada giusta per loro, non ci mettevano molto a cambiare via. I conflitti, se durano il loro normale tempo biologico, sono nostri validissimi alleati, e non ci procurano mai sintomi fastidiosi. Il problema è che l’uomo moderno si ostina a proseguire certe vie, anche quando la biologia gli dice in ogni modo di non farlo.

L’importanza di prendere confidenza anche con questo conflitto è a questo punto intuibile. Io credo che ogni volta che si sentiamo sia stanchi che stressati sia in qualche misura attivo il conflitto in questione. Affinando a poco a poco la nostra sensibilità, possiamo assumere sempre più la capacità di comprendere il linguaggio del corpo, e di adoperarci quindi per cambiare la strada che abbiamo intrapreso. Ovvio, non sempre ciò è facile.

Una volta risolto il conflitto, la produzione di cortisolo ritorna normale. Per capire la sensazione che si prova, torniamo all’esempio della passeggiata in montagna. Prendiamo il caso in cui, proprio quando ci convinciamo sempre più che la strada sia quella sbagliata, superato un crinale vediamo infine la nostra meta. Immediatamente, il conflitto si risolve, e infatti in questi casi è tipico vedere persone che sembravano non avere più energia recuperare di colpo le forze, e percorrere senza fatica il tratto di strada rimanente.

Spostiamoci adesso dal mesoderma recente all’ectoderma. Andiamo quindi nella parte più recente del nostro cervello, ed i conflitti corrispondenti hanno una componente sociale ancora maggiore. Ciò è da tenere in considerazione per comprendere fino in fondo i programmi corrispondenti. In particolare, i programmi SBS che considereremo da qui in poi fanno tutti parte dell’ultima sezione della Tabella Sinottica. Qui troviamo i programmi SBS senza ulcera nella fase attiva, come invece avviene per gli altri tessuti ectodermici, ma con alterazione funzionale, sempre ovviamente munita di senso biologico.

Cominciamo considerando il talamo. Tale organo, assieme all’ipotalamo, è responsabile di diversi aspetti della regolazione fisiologica del nostro organismo. In particolare, Hamer pone l’accento sulla regolazione della temperatura corporea. Il conflitto del talamo si attiva quando viviamo situazione di disagio e insofferenza. Hamer definisce la sensazione con la frase “non c’è scampo”, a cui a mio parere si potrebbe aggiungere “devo andarmene”, o “devo cambiare”. Come risposta, vi è una alterazione del metabolismo che ci rende maniacalmente irrequieti. Dalle mie parti si dice: “è un’anima in pena”.

Una delle principali alterazioni del metabolismo è, come dice Hamer, la variazione della temperatura corporea. Abbiamo provato tutti questa sensazione. Quando ci troviamo in un gruppo, può succedere che ad un certo punto tiri una brutta aria per noi, perchè si stanno affrontando discorsi che vorremmo evitare, oppure perchè ci sentiamo accusati di qualcosa, o per mille altre ragioni. Il disagio che sentiamo in quei casi, prima che psicologico, è proprio corporeo: cominciamo ad avere caldo senza un’apparente ragione, e sentiamo sempre più il pressante desiderio di cambiare aria. Qui sta il senso biologico: il corpo ci spinge ad uscire da una situazione di disagio. A volte semplicemente andarsene è infatti la scelta più saggia.

Appena cambiamo aria, infatti, risolviamo il conflitto: la sensazione di caldo sparisce, e il metabolismo ritorna normale.

– continua –

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