I programmi “normali”, biologici e sensati 4: “non voglio passarci attraverso”

NB: per comprendere questi articoli è necessaria una conoscenza di base delle leggi biologiche e degli studi di Hamer. Per approfondire vedi la pagina sopra.

Siamo giunti all’ultima parte di questa breve trattazione. L’ultimo organo che abbiamo scelto di trattare in chiave fisiologica sono le isole di Langerhans del pancreas. Le isole di Langerhans sono formazioni indipendenti che coesistono nella struttura del pancreas. Tale indipendenza è evidenziata anche dalla diversa derivazione embrionale dei tessuti: il pancreas ho origine endodermica, e fa parte delle ghiandole coadiuvanti il sistema digestivo, mentre le isole di Langerhans sono parte dell’ectoderma.

Vi è un’ulteriore differenziazione da fare. Le cellule che compongono le isole di Langerhans sono di due tipi: cellule alfa (che producono il glucagone) e cellule beta (che producono l’insulina). Esse hanno funzioni diverse, e corrispondono a due diverse reazioni che si possono avere di fronte ad uno stesso conflitto: qualcosa nella nostra vita ci provoca repulsione, ci fa ribrezzo. Questo qualcosa può essere una persona, un luogo, una situazione. Dev’essere un qualcosa che ci fa dire: non “voglio passarci attraverso”.

Di fronte a qualcosa che ci ripugna, noi esseri umani possiamo avere due reazioni differenti. Se abbiamo una reazione di tipo femminile, passiva, allora sceglieremo di allontanarci dalla situazione che ci ripugna. In questo caso, si attiverà il conflitto riguardante le cellule alfa delle isole di Langerhans. In fase attiva, avremo una riduzione della produzione di glucagone, e quindi una riduzione del tasso di glicemia nel sangue. Minore glicemia significa minore energia, accompagnata da fame, sopraggiunta per compensare. Quindi il conflitto cosa ci aiuta a fare? Non vogliamo opporci alla situazione ripugnante, quindi ci ritiriamo nel nido e andiamo a mangiare. Il corpo, come sempre, aiuta i nostri intenti.

Se invece abbiamo una reazione di tipo maschile, attiva, allora sceglieremo di opporci alla situazione che ci ripugna.  In questo caso, si attiverà il conflitto riguardante le cellule beta delle isole di Langerhans. In fase attiva, avremo una riduzione della produzione di insulina, che provocherà un aumento del tasso glicemico nel sangue. Più zuccheri nel sangue significano maggiore energia a disposizione, soprattutto per i muscoli, e infatti se abbiamo deciso di opporci alla situazione avremo bisogno di tutta l’energia possibile nei muscoli. Un esempio di questa energia in surplus? Provate a trascinare a forza una persona che a tutti i costi non vuole entrare in una stanza. Di solito ci vuole la forza di 3 uomini, perchè il trascinato ha dalla sua parte una quantità molto maggiore di glucosio nei muscoli. Anche qui si vede bene come il corpo faccia il possibile per aiutarci nelle nostre intenzioni.

Una volta risolto il conflitto, nella fase di riparazione abbiamo una normalizzazione del tasso glicemico, che tuttavia è piuttosto laboriosa. Per le cellule alfa, avremo un aumento di glicemia in fase PCL, e una fase ipoglicemica durante la crisi epilettoide. Per le cellule beta, invece, avremo una riduzione di glicemia in fase PCL, e una fase iperglicemica durante la crisi epilettoide. Se uniamo tutto ciò al fatto che molto spesso avvengono recidive e soluzioni parziali dei conflitti, capiamo bene come il tasso glicemico possa variare anche di molto in brevi periodi. Tutto ciò di solito mette in allarme dottori e pazienti, che ultimamente esitano sempre meno a tirar fuori la parolaccia “diabete”.

Se invece osserviamo questi due programmi nell’ottica presentataci da Hamer, ci rendiamo conto sia della loro utilità, sia del fatto che si tratta di programmi tutt’altro che rari, e quindi assai poco preoccupanti. Quante volte abbiamo pensato nella nostra vita “non voglio passarci attraverso”, “che schifo”, o “mi oppongo”? Chi è attento sa che ciò avviene quasi giornalmente, sia per conflitti nuovi, sia soprattutto per recidive. Ogni volta che abbiamo pensieri e sensazioni di questo tipo, il corpo ci aiuta a fare ciò che vogliamo, nel modo sopra descritto.

Vorrei fare un’ultimissimo accenno ad alcuni altri programmi, sempre facenti parte dei programmi SBS senza ulcere, in cui la predisposizione del corpo ad accompagnarci nelle nostre scelte e darci il meno fastidio possibile è evidente. Cosa avviene se entriamo in una stanza, e avvertiamo un cattivo odore? Se dobbiamo restare dentro a quella stanza, per quanto tempo sentiamo l’odore? Qualche secondo? Un minuto? Cosa succede poi? Secondo Hamer, viene attivato il conflitto che riguarda la capacità olfattiva, che in fase attiva prevede una riduzione sensata di funzione, così da farci dimenticare la sensazione di “cattivo odore”. La puzza di solito non rappresenta un pericolo reale, e quindi il nostro corpo, che ci vuole bene, non ce la fa più sentire. Un discorso simile può essere fatto per la capacità uditiva, in cui un rumore fastidioso viene coperto da un sibilo, che ci impedisce di sentirlo. Le meraviglie legate alle scoperte di Hamer, come vedete, non finiscono mai.

PS: ho volutamente tralasciato tutto il discorso che riguarda gli ormoni sessuali. Anche essi hanno attivazioni pressocchè giornaliere, tuttavia il loro funzionamento è regolato non da un organo specifico, ma principalmente dalla situazione costellatoria nell’area del territorio. Le costellazioni dell’area del territorio regolano tutto il nostro aspetto riproduttivo, e per la loro rilevanza e relativa complessità meritano una trattazione specifica.

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2 risposte a I programmi “normali”, biologici e sensati 4: “non voglio passarci attraverso”

  1. usciredallorrore ha detto:

    La cura è evitare che quei processi sensati diventino insensati per colpa della mente…

  2. annettina ha detto:

    ma come si cura ?

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