Il pensiero lineare e il pensiero ciclico

Tutto è cominciato stasera, mentre mi rilassavo davanti al camino. A occhi chiusi, stavo osservando il mio respiro, e mi chiedevo “perché è così bello respirare?”, “perché ci fa stare bene?”. E subito la risposta mi è venuta alla mente: perché è ciclico, ha un periodo di espansione e uno di contrazione, e questo pulsare dona naturalmente una sensazione di benessere ad ogni parte del nostro essere.

Ora, paragoniamo il nostro respiro con l’organizzazione della nostra società, in particolare con la società industriale e occidentale, che oggigiorno è diventata la società (come modello) dominante su tutto il pianeta. Subito ci rendiamo conto di una differenza sostanziale e inconciliabile. A ben vedere, infatti, nella nostra società nulla è ciclico. Ogni cosa è invece lineare, ovvero è concepita con un inizio e (eventualmente) una fine, punto.

Innumerevoli sono gli esempi che si potrebbero fare.

Cominciamo con la concezione stessa della vita, ovvero del percorso che affrontiamo su questa terra. Tale percorso è concepito con un inizio, la nascita o al più il concepimento, e una fine, la morte. Ciò che c’è prima sembra non interessare affatto, mentre ciò che c’è dopo è fonte di innumerevoli speculazioni da parte delle religioni dominanti, ma in ogni caso (almeno nelle religioni occidentali) si tratta sempre di un percorso lineare, che porta al paradiso o all’inferno, e lì ci fa restare per l’eternità. Un po’ diverso in questo senso l’approccio orientale, in particolare buddista e induista, che accetta la reincarnazione, la ripetizione dei cicli fino alla liberazione. Ma ho il sospetto che proprio questo concetto di liberazione finale, al culmine di un percorso, sia stato ultimamente male interpretato, ricollegando anch’esso al pensiero lineare occidentale. Una vita o tante, se consideriamo una partenza e un arrivo siamo sempre nel pensiero lineare.

Un altro esempio eclatante è la cosmologia. Il pensiero lineare non può che concepire un mondo che abbia un inizio, il big bang, e che da qualche parte e in qualche tempo, dopo una “crescita continua”, anche una fine. Il concetto di un universo che respira, con una fase di espansione e una di contrazione, e stato proposto da qualche scienziato in passato, ma con scarsissimo consenso.

Il pensiero lineare, a ben vedere, è come una droga che ci fa osservare la realtà in un unico modo, e che ci permette di ideare soluzioni di un unico tipo. Quando arriva nella nostra vita un qualsiasi problema, personale o sociale, la mente occidentale è capace di vedere le cose in un unico modo: il problema è arrivato dal nulla (inizio), spesso viene chiamato “il male”, e c’è la convinzione che se non “faccio qualcosa” crescerà continuamente. Non ci si chiede mai da dove è arrivato il problema, nè se per caso il problema, come è arrivato, se ne andrà.

Prendiamo il campo della salute: un bel giorno avvertiamo un sintomo che non avevamo mai avuto prima. Il pensiero lineare occidentale subito ci fa dire: questo sintomo, se non “faccio qualcosa”, crescerà sempre più. All’uomo occidentale raramente sfiora il pensiero che quel sintomo faccia parte di un ciclo, a meno che non si tratti di un sintomo piccolo e noto, qualcosa che gli è già successa e della quale ha potuto, suo malgrado, verificare la ciclicità.

Altro esempio evidente è il sistema industriale moderno. Un pensiero lineare non poteva che concepire un sistema produttivo che crea il prodotto (inizio), e che non si preoccupa affatto della sua fine. E, dal sistema industriale, arriviamo logicamente a quello che per molti è il padre di tutti i problemi: il sistema monetario. Solo un pensiero lineare portato alla sua massima ottusità poteva concepire un sistema monetario basato sulla continua crescita. Mi viene in mente la Torre di Babele, e che forse facciamo gli stessi errori da tanto, tanto tempo.

Dall’altra parte, abbiamo la Natura. Ogni “costruzione” della Natura è ciclica. La Natura stessa può essere vista come un’infinità di cicli che si intrecciano in una miracolosa armonia.

Allontanandoci da tale pensiero ciclico e naturale, e sposando il pensiero lineare, forse abbiamo dato energia ad una certa parte della nostra mente, ma di certo abbiamo mandato in confusione il nostro corpo (che invece segue leggi cicliche, come la Natura), e probabilmente anche la nostra anima. L’uomo, nel suo complesso, non può stare bene in una società fondata sul pensiero lineare.

Come siamo arrivati a questo punto? Qui dobbiamo spostarci su un altro piano se vogliamo capirci qualcosa. Sembra proprio che nella realtà che stiamo vivendo ci siano due forze in gioco: da una parte c’è il dio creatore, chiamato Yavè, Bramha o con altri nomi, che ha creato la Natura e quindi è (o almeno è stato) in stretto contatto con il pensiero ciclico divino. Tale “Dio”, tuttavia, sembra abbia perso la connessione con il Dio inconoscibile, e quindi in preda alla disperazione abbia creato un’infinità di entità, chiamate spesso “dei minori” (dalle nostre parti, per esempio, Lucifero e Satana). Tali entità influiscono da sempre nella mente dell’uomo, instillandogli prima di tutto la madre delle tentazioni: il pensiero lineare. Il pensiero lineare, infatti, sembra in grado di creare una realtà alternativa alla Natura, principalmente grazie all’uso della tecnologia. Questo vivere tecnologico, questa creazione di un “uomo tecnologico”, dominato dal pensiero lineare e totalmente staccato dalla Natura, sembra essere l’obiettivo delle entità minori. Così facendo, probabilmente, nutriamo la loro energia. E probabilmente così si sentono anche loro dei “creatori di universi”…

Come uscire da tutto ciò? Molti maestri hanno indicato una via sicura: ridendo. Se osserviamo il grande gioco per quello che è, senza “farci prendere” troppo, possiamo anche provare un certo piacere nel viverlo. Ricordando sempre che tutto è ciclico, il pensiero lineare perde potenza, e acquistiamo chiarezza e intuizione. La nostra vita perde il peso della linearità, e si riallinea con il ritmo naturale e divino del battito del cuore, o del respiro.

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2 risposte a Il pensiero lineare e il pensiero ciclico

  1. usciredallorrore ha detto:

    Grazie Max. Se vai in Introduzione trovi, alla fine, il mio contatto mail. A presto 😉

  2. Max ha detto:

    Condivido appieno quanto hai scritto. Se pensiamo che il Divino (Unico Sè, superconduttività oltre le dimensioni), come una mano che calza un guanto, è incarnato simultaneamente in tutti i tempi e in tutti gli spazi, il concetto stesso di reincarnazione decade e si rivela per ciò che è, l’ennesimo programma di Matrix che fa parte del culto di controllo. Comunque, se mi mandi una mail mi farebbe molto piacere parlare con te. Ho trovato questo articolo oper “caso” ed è estremamente difficile trovare liberi pensatori con cui parlare di questi argomenti.

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