Hamer e la questione della Terapia

NB: per comprendere questi articoli è necessaria una conoscenza di base delle leggi biologiche e degli studi di Hamer. Per approfondire vedi la pagina sopra.

Chiunque ha approfondito a sufficienza gli studi di Hamer si è reso conto che le leggi biologiche sono vere, al 100 %.
Si pone subito, tuttavia, un grosso problema: se sono vere, come mai il mondo non se ne è ancora accorto? Perchè la medicina continua imperterrita sulla sua strada materialistica e meccanicistica, come se Hamer non fosse mai esistito? Le leggi biologiche hanno ormai più di 30 anni di vita, non sono una scoperta proprio recentissima, ancora da diffondere e da assimilare.

Queste domande sorgono naturalmente nella mente dell’essere umano medio moderno che viene a contatto con la NMG (Nuova Medicina Germanica). Moltissime persone a cui ho anche solo spiegato sommariamente gli studi di Hamer mi hanno subito interrotto, dicendo “ma allora secondo te tutti gli studiosi del mondo sono scemi che si sbagliano?”. La domanda, in un certo senso, è lecita. Fin dalla nascita ci è stato insegnato ad avere fede nel sistema in cui ci troviamo. Attraverso il pensiero dominante e positivista, ci hanno
convinti che, alla fine, la verità scientifica vince sempre. E la storia è così diventata una sequela quasi ininterrotta di conquiste scientifiche e sociali, che portano sempre la società verso una condizione migliore, più evoluta. Ora invece arriva Hamer, e ci dice che l’intera medicina moderna si fonda su ipotesi di base errate. E le sue teorie sono verificabili da chiunque, basta studiare i suoi scritti e applicarli. E’ dunque evidente una grande contraddizione: da una parte c’è il positivismo, a cui l’uomo moderno medio ha sempre creduto. Dall’altra c’è Hamer, verificato sulla propria pelle, e nella propria esperienza. Come può l’uomo moderno non andare in confusione?

La contraddizione diventa assolutamente evidente nel momento in cui dobbiamo affrontare i concetti di diagnosi, di terapia e di cura.
Nell’ottica della Medicina Ufficiale il nostro corpo ad un certo punto può essere attaccato da microorganismi esterni senza riuscire a difendersi adeguatamente, oppure può azionare una qualche predisposizione ereditaria malsana, oppure può semplicemente “impazzire”, per sfiga. In altre parole, può “ammalarsi” (cioè avere il male dentro di sè). E’ quindi assolutamente necessario prima di tutto individuare la malattia e darle un nome (è bene identificare e dare un nome al nemico…), e conseguentemente adottare una terapia, che è di solito farmacologica o chirurgica. Se non si fa così, la “malattia” progredirà, l'”impazzimento” del nostro corpo andrà avanti, fino a portarci a debilitazioni sempre più gravi e persino alla morte.
Hamer ha scoperto che niente nel nostro corpo impazzisce, mai. Ogni comportamento del nostro organismo, normale o speciale, è perfettamente sensato in conseguenza della nostra percezione del vissuto. Trovare questa sensatezza è compito della “nuova diagnostica” della NMG. In un certo senso, quindi, il concetto di diagnosi rimane. Ciò che cambia radicalmente di senso è il concetto di terapia e di cura. Per Hamer la terapia non deve essere più una guerra al nemico, bensì un accompagnamento sensato dei processi in corso, al limite mitigandone alcuni sintomi più fastidiosi o debilitanti. Infatti, chi ha capito le leggi biologiche sa che è già il nostro corpo ad effettuare la terapia, nella fase PCL. C’è poi, in molti casi, da fare un qualche cambiamento nella vita della persona se si vogliono evitare le recidive. Tutto qui. E’ evidente, quindi, un cambiamento radicale nel concetto stesso di terapia.

Queste due visioni della salute umana, quella di Hamer e quella della Medicina Ufficiale, sono palesemente, a livello logico, inconciliabili. L’essere umano moderno (che ha conosciuto gli studi di Hamer), non sa però quale delle due sposare. Da una parte c’è il suo corpo e la sua esperienza che gli dicono che Hamer ha ragione. Dall’altra, c’è l’intera società moderna, che dice che Hamer è un pazzo razzista. A chi credere?
Questa condizione mentale “schizofrenica” è ben nota a qualsiasi operatore di NMG, soprattutto se non è medico, ovvero se non gode nemmeno di parte dei vantaggi dati dell’autorevolezza personale sistemica. Il proprio paziente è sempre in bilico tra il credere alle leggi di Hamer e il credere ai “luminari” della scienza medica moderna, famosi oncologi e compagnia bella. In questa situazione si aprono due porta principali per l’operatore hameriano, che sono poi, mi sembra, le due principali direzioni che sta prendendo la divulgazione hameriana.

Da una parte ci sono quelli che potrei chiamare gli “hameriani puri”, tra i quali c’è sicuramente lo stesso Hamer, e tra i quali mi annovero anche io. Per noi non si può applicare la NMG “in parte”, venendo comunque incontro alle credenze errate del paziente. La pensiamo un po’ come il maestro Miyagi in Karate Kid: se tu impari Karate va bene, se non impari Karate va bene, ma se la impari così così, finirai schiacciato. Per la NMG è un po’ la stessa cosa. Pensiamo che almeno le basi della NMG debbano essere comprese nel profondo dal paziente per poterlo aiutare, deve averle “fatte sue”, altrimenti rimarrà sempre troppo vulnerabile ai vari terrorismi degli “esperti”. Pensiamo sia importante che anche i familiari comprendano la basi della NMG, così da aiutare il paziente anzichè ostacolarlo. Pensiamo, in poche parole, che sia necessaria una profonda rivoluzione nella mente e nella vita del paziente affinchè la conoscenza della leggi biologiche sia realmente utile: un po’ tutto il mondo deve essere ribaltato e messo in discussione, non solo la medicina, altrimenti le vecchie credenze rimarranno sempre nel profondo, pronte a riaffiorare nel momento della paura. Capiamo bene, tuttavia, che questa rivoluzione è per pochi. La massa non è pronta, e finchè non sarà pronta davvero è meglio che continui a seguire i dettami del sistema, altrimenti non farebbe altro che snaturare e inquinare la meravigliosa medicina di Hamer.

Dall’altra parte, ci sono quelli che potrei chiamare gli “hameriani integratori”. Sono i fan del sincretismo ad ogni costo, in particolare di quello tra la MU e la NMG. A mio parere, il sincretismo che si poteva fare è già stato fatto da Hamer. La NMG si base sulle conoscenze anatomiche e fisiologiche dalla medicina moderna, e si può dire che la stessa NMG non sarebbe potuta esistere senza queste conoscenze. Non si può tuttavia cercare un sincretismo in riguardo all’eziologia delle “malattie”, perchè il bianco non può essere nero, e viceversa. Per essendo, di base, anch’io un ricercatore del sincretismo, mi sembra che questa scuola abbia preso alcune derive “sistemiche” non proprio positive. Vediamone alcune.

In primo luogo, noto una mal celata ricerca di autorevolezza agli occhi del paziente da parte del terapeuta hameriano (il quale non ha autorità sistemica riconosciuta). Questa ricerca di autorevolezza, a volte disperata, fa sì che ogni terapeuta voglia mostrarsi a tutti i costi “più preparato” degli altri. Si ricrea così, molto spesso, quella orrenda situazione, a cui siamo un po’ tutti abituati, in cui due medici litigano su diagnosi e terapie, rinfacciandosi a vicenda la propria preparazione, mentre il paziente li guarda impotente e basito. E si ridà, in questo modo, appoggio alle energie legate alla competizione e alla lotta su ogni cosa, energie che hanno dominato la società moderna, e che ci hanno portato alla situazione attuale, assolutamente folle, priva di senso e di futuro. Si perde del tutto, invece, uno degli insegnamenti principali di Hamer, ovvero che è la cooperazione sensata e intelligente a far funzionare tutto e a portare la vera bellezza, tra le nostre cellule come nella nostra società, e non la competizione idiota tra chi crede di conoscere meglio le mille sfumature della medicina di Hamer.

La ricerca di autorevolezza si vede anche in altre iniziative, come quella della Jean Monnet, o la creazione di una Scuola di Formazione, con tanto di Professori, che ovviamente è “la scuola migliore di NMG in Italia, anzi nel mondo”… Ma che ne sapete? In che senso? Chi lo ha stabilito? Che autorità? L’unica autorità possibile qui è Hamer stesso, e non mi sembra si sia mai pronunciato in questo senso, anzi… E poi pensate davvero che prendendo a prestito (direi anche in modo illecito) questi termini sistemici (Formazione, Professori, ecc.) un paziente vi creda di più? O che vi creda di più se voi avete un “certificato europeo”? Dall’altra parte c’è l’intero sistema medico mondiale, voi chi siete a confronto? Se non vi create un autorevolezza unicamente basata sulla verità di quanto dite, allora il vostro livello di autorità rimane zero, e questi tentativi sono in fondo ridicoli. Se il paziente non ha capito la NMG, se non ha capito che tutto il mondo è al contrario, allora seguirà sempre l’autorità riconosciuta più forte…

Un’altra tendenza di alcuni “hameriani integratori” è quella di voler relegare la NMG ad un solo “metodo diagnostico”. Questo è, probabilmente, il peggior pericolo di snaturamento per la NMG, perchè se le leggi biologiche servono solo come diagnosi allora nelle mente del paziente può rimanere facilmente il concetto di “male” che lo affligge, e quindi della necessità di una cura per “sconfiggerlo”. E allora ecco che vengono affiancati alla NMG altri “approcci terapeutici” che con la NMG non hanno nulla a che fare, come le Costellazioni Familiari di Hellinger, o i fiori di Bach, o la “Naturopatia Olistica”, e così via. Tutti approcci che possono avere la loro utilità, ma che mantengono in sè il concetto occidentale che quando ci si ammala vuol dire che “qualcosa non va”, e che quindi bisogna “combattere” il male, intervenendo tramite farmaci o a livello psicologico, e sempre e comunque sotto la supervisione di un terapeuta riconosciuto (da chi, non si sa…). Capisco che in questo modo si tenga bene aperta la porta del grande businness dei terapeuti, però nello stesso tempo si perde il miglior messaggio hameriano, che è quello di capire veramente cosa sono le “malattie”, andando oltre al concetto di male, e quindi alla paura.

Diffondendo questo tipo di mentalità, inoltre, si perdono tutte le potenzialità “sociali” legate alle scoperte di Hamer. Il nostro corpo, una volta scoperto il suo reale funzionamento anche in condizioni speciali, può fornire a mio parere un valido esempio anche per una nuova organizzazione sociale. Certo, per fare questo occorrerebbe una diffusione maggiore della NMG, che come detto al momento attuale è impossibile. Se però si mantengono intatti i meravigliosi principi di base della NMG, se si fa una divulgazione veramente corretta, forse verrà un giorno in cui le scoperte di Hamer verranno davvero riconosciute dalla società, e si creerà così un mondo davvero migliore, il paradiso che ogni hameriano vero ha perlomeno intuito come possibile… Al contrario, se si snaturano le scoperte di Hamer solo per tirare avanti il proprio piccolo orticello, allora tutto il bello e il vero, col tempo, andrà perduto.

Questo articolo non vuole essere un attacco personale verso nessuno, ma solo un invito a riflettere. Anch’io, pur non facendo il terapeuta di professione, mi sento parte dei divulgatori, e anch’io ovviamente non sono esente da “errori”. Sono perfettamente consapevole che la prima rivoluzione da fare è quella interiore, e su questo siamo un po’ tutti sulla stessa barca. Mi auguro che prima o poi si troverà una nuova convergenza, in modo da divulgare nel modo migliore queste meravigliose scoperte, il più grande dono che gli dei abbiano mai fatto all’umanità.

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4 risposte a Hamer e la questione della Terapia

  1. usciredallorrore ha detto:

    Grazie a te del tuo contributo Giorgio :).

  2. usciredallorrore ha detto:

    Molti sincretismi sono possibili izn, anche con l’omeopatia unicista, però il senso dell’articolo era quello di sottolineare le caratteristiche peculiari dell NMG, che non vanno mischiate con altro.

  3. borgio3 ha detto:

    Ciao Davide, condivido gran parte dell’articolo, scritto molto bene e in modo molto chiaro e semplice. Sostanzialmente ritengo che le persone non vadano spostate da un luminare all’altro, però credo che il passaggio debba essere morbido. Molte persone non amano chiudere la porta per trovarsi fuori casa ed aver lasciato dentro le chiavi e molta gente ha “bisogno” di fare “qualcosa” di vero che dia loro l’impressione di agire consciamente per promuovere, con atti e sostanze, il ritorno al benessere. Per questo ritengo invece utile il corroborare la convinzione di essere già nella fase di guarigione, qualora il conflitto sia risolto, con qualcosa di fattivo che non lasci la persona in balia del tempo utile al processo per completarsi. Una mano (la conoscenza e l’implementazione delle 5LB) lava l’altra (una pratica terapeutica a supporto) ed insieme lavano la faccia (raggiungono nuovamente la normotonia). Questo è il mio pensiero.
    Grazie per questo tuo articolo 🙂

  4. izn ha detto:

    Vorrei aggiungere che tra i vari sincretismi forse l’omeopatia unicista è quella che ho trovato più compatibile con la NMG, visto che si limita in un certo senso a supportare la personalità individuale, quindi ad aiutare la persona nei cambiamenti e nella sua evoluzione. O no?

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